Il prossimo anno in Emilia-Romagna sarà possibile effettuare gratuitamente il NIPT (Non Invasive Prenatal Test), ossia un test di screening innovativo non invasivo, che si può effettuare semplicemente tramite il prelievo del sangue. Questo test serve per individuare delle alterazioni cromosomiche del feto già dalla decima settimana di gestazione, con un’accuratezza che sfiora il 100%. Si possono identificare la Sindrome di Down (trisomia 21), la Sindrome di Edwards (trisomia 18) e la sindrome di Patau (trisomia 13).

L’Emilia-Romagna sarà la prima Regione in Italia ad introdurlo gratuitamente per tutte le donne in gravidanza residenti. Nel 2020 si aprirà nell’area di Bologna una prima fase pilota di 9 mesi per le donne residenti nella città, con il test prenotabile nelle strutture del Servizio Sanitario Regionale. Dopo questa fase preliminare, il test gratuito sarà allargato a tutta la Regione.

Perché il NIPT è così importante?

Il NIPT test riduce sensibilmente il ricorso ad analisi invasive come amniocentesi e villocentesi, che presentano dei margini di rischio, anche se minimi, ed è inoltre è completamente rimborsato dalla Regione. Si ipotizza che non meno del 70% delle gestanti faranno richiesta di effettuare il NIPT.

Fase Pilota

Per l’introduzione del NIPT nelle strutture del Servizio sanitario regionale è prevista una fase pilota della durata di 9 mesi, necessari ad attivare e consolidare la piattaforma tecnologica e il percorso logistico (raccolta e “movimentazione” dei campioni di sangue). In questo primo periodo, il servizio sarà offerto alle residenti nell’area metropolitana di Bologna; gradualmente, si estenderà alle altre aree territoriali, per arrivare a tutte le gestanti residenti in Emilia-Romagna.

Durante questa prima fase verranno organizzati diversi punti per accedere al test, i cui risultati saranno centralizzati presso LUM, il Laboratorio Unico Metropolitano, e l’Azienda Usl di Bologna. Inoltre saranno parallelamente informati i professionisti che si occuperanno delle gestanti, in modo da dare delle linee guida da seguire.

Con 22 milioni di test all’anno, l’utilizzo di innovative tecnologie e un modello di lavoro “a rete”, il LUM è il principale laboratorio di analisi europeo per volumi di attività.

L’Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale ha avuto il compito di formulare una valutazione tecnico-scientifica sul test ed ha confermato che quest’inserimento comporterebbe una riduzione delle trisomie non diagnosticate e una sostanziale riduzione dei test invasivi non necessari.